Il Pothos in casa: perché questa pianta resta sempre verde anche se la dimentichi per giorni

Tra le piante da appartamento più diffuse, il Pothos spicca per la sua enorme capacità di adattamento a ambienti domestici con pochissime cure. Chi ha poco tempo da dedicare alle piante – una situazione molto comune, no? – trova nel Pothos un compagno davvero resistente e poco esigente. La pianta regge bene anche i momenti di trascuratezza e non si fa problemi con luci o temperature variabili. Insomma, un vero toccasana per chi abita in città o vive in spazi con luce ridotta.

Strano? No, la sua fama negli appartamenti urbani nasce proprio da questa tenacia. Usarlo è consigliato pure a chi muove i primi passi nel mondo verde. Il Pothos cresce in modo flessibile e sopporta senza problemi annaffiature a ritmo incostante. Quest’ultima caratteristica spiega perché tanto spesso si veda in molte case italiane e in parecchie città europee, dove luce e spazio sono spesso appannaggio di specie meno resistenti.

Il Pothos e le sue caratteristiche principali

Il Pothos, che fa parte del genere Epipremnum, riunisce circa trenta specie sempreverdi originarie dalle foreste tropicali asiatiche, dall’Australia settentrionale e dalle isole del Pacifico. Di solito cresce a ritmo moderato, anche se – e questo è un dettaglio da non sottovalutare – rallenta molto se la luce scarseggia, una cosa da tenere a mente soprattutto per chi vive in appartamenti poco esposti. Le sue foglie giocano con varie sfumature di verde, dal pallido al molto intenso, assumendo forme che vanno dall’ellittico a leggermente lobato, dando così un tocco estetico curioso e dinamico.

Il Pothos in casa: perché questa pianta resta sempre verde anche se la dimentichi per giorni
Il Pothos, pianta da appartamento versatile, mostra le sue foglie variegate verdi e gialle, adattandosi con facilità a ogni ambiente. – livinglabsmartlandiblei.it

Sebbene la pianta possa produrre fiori piccoli, bianchi o giallastri, questi si vedono raramente in casa, dove le condizioni non stimolano quasi mai la fioritura. Non a caso molti la chiamano “Edera del Diavolo” per la sua solidità quasi leggendaria: sopravvive a lungo con poca luce, quasi sembra che preferisca l’ombra. La sua fama di “pianta quasi indistruttibile” è ampiamente meritata e rassicura chi non ha esperienza ma vuole un pezzo di verde in casa.

Un altro aspetto interessante è la sua capacità – oggetto di qualche studio recente – di migliorare la qualità dell’aria in spazi chiusi. Però, gli esperti mettono le mani avanti: la pianta non è una soluzione da filtro d’aria efficace, ma un complemento piacevole che – diciamo – aggiunge un po’ di vita agli ambienti.

Cura e manutenzione: cosa serve davvero al Pothos

Non serve una cura continua per tenere in forma il Pothos, ma qualche accorgimento aiuta. La luce diffusa è quella che preferisce; si adatta bene anche a zone più ombreggiate, anche se in questi casi cresce più lentamente e il verde delle foglie diventa meno brillante. Meglio evitare la luce diretta del sole – soprattutto d’estate – perché può causare brutti segni di scottature sulle foglie.

Annaffiare? Il Pothos ama quando il terreno si asciuga tra un’innaffiatura e l’altra. Il problema più frequente riguarda il ristagno d’acqua dovuto a irrigazioni troppo ravvicinate o terricci poco drenanti. Il substrato giusto deve quindi garantire un buon scolo, così le radici evitano di marcire. Come temperatura, la pianta sta alla grande tra i 18 e i 28°C, mentre soffre se scende sotto i 15°C.

In primavera e estate, un concime liquido per piante verdi, somministrato una volta al mese, accentua la vitalità. Ma esistono alternative con concime granulare, che richiede meno frequenza. La potatura? Principalmente una questione estetica, che aiuta a mantenere la pianta ordinata senza però essere indispensabile per il suo benessere.

Come affrontare piccoli problemi e propagare il Pothos

Quando le foglie più vecchie ingialliscono, a volte con bordi secchi, spesso è segno che serve più acqua o che l’irrigazione non è regolare. Se invece le foglie appaiono sbiadite, vuol dire che la luce è troppo poca. Caduta delle foglie? Spesso si rimedia aumentando le annaffiature. Per fortuna, il Pothos resiste bene a diversi parassiti, semplificando così la vita a chi se ne prende cura.

Il metodo più semplice per propagare il Pothos? La talea. Si taglia un ramo sano con almeno un nodo, si eliminano le foglie rovinate e si mette il ramo in un substrato umido. Si può usare il radicante – aiuta –, ma non è indispensabile. Mantenere il terreno umido con la subirrigazione aiuta a evitare i ristagni durante questa fase delicata.

Attenzione alla sicurezza: il Pothos contiene ossalato di calcio, sostanza tossica per bambini e animali domestici. Chi ha gatti in casa deve stare sulla difensiva, perché va a provocare irritazioni in bocca e disturbi allo stomaco, un dettaglio – stranamente – poco conosciuto ma importante nella vita quotidiana.

Insomma, chi vuole un po’ di verde in casa, soprattutto dalle parti di Milano o nel Nord Italia, può contare sul Pothos: pianta compatta, versatile e – diciamolo – robustissima, scelta da tanti per la sua facilità di mantenimento e per quel tocco di natura che porta in casa.