Come ogni anno, il Natale segna un’impennata nei consumi di energia e nella richiesta di risorse naturali. Dietro le luci colorate e le tavole imbandite si nasconde però un impatto sull’ambiente che spesso passa inosservato. Niente di astratto: effetti reali si riversano su territori e ecosistemi locali. Vale la pena allora capire bene come la festa influisce sull’ambiente e quali semplici cambiamenti potrebbero alleggerire questa pressione.
Il peso reale di regali e decorazioni
Con l’avvicinarsi del Natale, la voglia di addobbare casa e preparare regali fa salire la domanda di oggetti e decorazioni a livelli altissimi. Le luci natalizie, ad esempio, consumano tanta energia, a volte più di intere città nel resto dei mesi. Il risultato? Aumenta il fabbisogno elettrico e quindi pure le emissioni legate alla produzione di energia, soprattutto nelle aree ancora legate a fonti non rinnovabili.

Un capitolo spesso trascurato riguarda gli alberi di Natale finti. Sono pubblicizzati come riutilizzabili, ma sono fatti di plastica, materiale difficile da smaltire, con un’impronta di carbonio che supera quella degli alberi veri. Per compensare questo “debito”, bisognerebbe tenerli in casa per tanti anni di seguito – cosa che però raramente accade. In Italia, i più non ne sanno molto; alla fine, si prende l’abitudine senza pensarci troppo.
Creare l’atmosfera tipica delle feste ecco, appare facile, ma allora il punto è come farlo senza dimenticare l’ambiente. Serve una buona dose di consapevolezza e una scelta di consumi un po’ più attenti e meno spreconi.
I fuochi d’artificio e lo spreco alimentare: due facce dell’impatto natalizio
Chi non ama lo spettacolo pirotecnico di Capodanno? Purtroppo, però, quei fuochi costano inquinamento. I prodotti chimici usati rilasciano perclorati e altre sostanze tossiche nell’aria e nelle acque, mettendo a rischio salute e fauna. In alcune città, i livelli di queste sostanze superano di gran lunga i limiti, un fatto che preoccupa chi studia queste cose.
C’è di più: i metalli pesanti che si sprigionano danneggiano i polmoni e si accumulano nel terreno o nelle falde acquifere. Nelle zone industriali del Nord Italia, per dire, questo si somma a un inquinamento già forte. L’aria non è certo più pulita dopo i botti.
Allo stesso modo, si spreca molto cibo durante le feste. Tavole piene zeppa di leccornie, eppure gran parte resta nel piatto, non consumata. I dati dicono che nel periodo di Natale lo spreco sale, con un impatto ambientale notevole, visto che tutta la catena – produzione, trasporto, scarto – emette CO2.
Chi fa la spesa in città, ecco, vede subito l’aumento dei rifiuti organici dopo le feste. Non è solo una questione ambientale ma anche economica: buttare il cibo costa, e non poco.
Verso un Natale più attento e sostenibile
La buona notizia? Alcune scelte cambiano le cose senza togliere gioia al Natale. Basta guardare ai regali: preferire prodotti naturali, riciclati o anche piante è un modo semplice per dare una mano all’ambiente. Le decorazioni? Meglio puntare su materiali biodegradabili, come legno o spezie, che poi si gettano o compostano senza problemi.
Le luci led fanno la differenza, specie se si accendono solo quando serve davvero. Anche la raccolta differenziata fa la sua parte: magari con più rifiuti in casa durante le feste, ma organizzandosi bene si riduce il danno ambientale, parola di chi ci ha provato.
Coinvolgere parenti e amici in questa attenzione può moltiplicare l’effetto. Da Verona a Napoli, diverse comunità hanno dimostrato che con piccoli passi si può festeggiare in modo più “verde”, mantenendo intatta la magia delle feste.
In sostanza, scegliere pratiche più sostenibili nel periodo natalizio significa prendere coscienza di un fatto semplice: ogni gesto conta davvero. Negli ultimi tempi – e per fortuna – cresce chi la pensa così, e sarà interessante vedere come cambia il modo di vivere il Natale nei prossimi anni.