Con le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 che si avvicinano, l’attenzione cade sulle località sciistiche venete, pronte a ospitare diverse gare olimpiche. Il Veneto non significa solo neve: qui ci sono impianti recenti, panorami spettacolari e un mix di sport, natura e ospitalità che non si trova ovunque. Insomma, capire dove sciare in questa regione può fare la differenza, considerando aspetti concreti e caratteristiche che cambiano da zona a zona.
La qualità e le caratteristiche delle località sciistiche venete
Circa un terzo del Veneto è montagna: un dato che parla chiaro, e spiega perché la regione è una delle mete più amate in Italia per l’inverno. Ogni stagione, migliaia di sciatori scelgono queste piste, attratti non solo dalle discese tecniche ma – diciamo – anche dalla natura ancora abbastanza selvaggia. Gli impianti? Moderni e ben organizzati, certo, ma con quel rispetto per le tradizioni alpine che ancora si percepisce in alcune valli.

Tra le tante opzioni, si passa dalle piste più alte, con cime oltre i 3.000 metri, a quelle più adatte a famiglie o principianti. Non è un caso che, negli ultimi tempi, lo sci nordico abbia visto una crescita: la regione ha risposto con itinerari sempre più curati, facilmente accessibili e con strutture pronte ad accogliere chi si avvicina a questa disciplina.
Guardando alle Olimpiadi, la sicurezza sulle piste è stata rafforzata. Il risultato? Più sciatori anche in località meno note, dove si può alternare attività sportiva, momenti di relax e una gastronomia che valorizza il territorio – ed è un dettaglio che conta. Chi frequenta queste zone nota ogni giorno quanto faccia la differenza l’attenzione ai piccoli dettagli.
Cortina, Arabba e Asiago: tre modi differenti di vivere la montagna
Cortina d’Ampezzo, la celebre Regina delle Dolomiti, resta il cuore pulsante del Veneto sciistico. Le sue piste non sono per tutti, anzi, richiedono preparazione. Qui le montagne superano i tremila metri e l’atmosfera, ormai internazionale da decenni, fa da sfondo a importanti gare olimpiche. Tra paesaggi di pregio e servizi top, si crea un connubio difficile da trovare altrove.
Più giù, Arabba si fa notare come crocevia ai piedi del gruppo Sella e della Marmolada, la cima più alta delle Dolomiti con i suoi 3.300 metri. Parte dello Sellaronda, questo comprensorio offre oltre 60 chilometri di piste diverse. Qui chi vuole può praticare alpino, snowboard e freeride, sfruttando anche uno snowpark tra i più grandi del Nord Italia. La platea? Dai neofiti agli sciatori esperti, tutti trovano il loro spazio.
Asiago, invece, si differenzia parecchio: non è un grande comprensorio in quota, ma ha il pregio di essere vicino alla pianura e quindi più accessibile. Perfetta per chi inizia o vuole sciare in famiglia, grazie a piste di sci nordico ampie e ben tenute. L’offerta turistica punta molto sull’accoglienza, un aspetto spesso trascurato dalle località più grosse. Qui il ritmo è più tranquillo, senza rinunciare a qualche sfida.
Falcade e Monte Baldo: le opportunità tra adrenalina e paesaggi diversi
Nella Valle del Biois, Falcade si distingue per la combinazione di sport e relax. Fa parte del gruppo Dolomiti Superski e propone quasi 60 chilometri di piste da discesa. Ci sono anche percorsi per sci di fondo e zone per il freeride. Le scuole di sci e snowboard, sempre più affollate, confermano come qui si stia puntando sui nuovi appassionati. La cura nei servizi e la professionalità non passano inosservate, ecco.
Un aspetto curioso: Passo San Pellegrino, facilmente raggiungibile da Falcade, amplia le porte della montagna. Non tutti sanno che è possibile cambiare zona sciistica nell’arco della stessa giornata. Questa flessibilità, unita a un’accoglienza che unisce tradizione gastronomica e confort moderno, offre qualcosa in più rispetto alla classica vacanza sulla neve.
Monte Baldo non è una montagna come le altre, con la sua collocazione tra il fiume Adige e il Lago di Garda. Le piste si trovano a quote medie, ma comunque accessibili sia ai principianti che agli sciatori che cercano emozioni. La funivia Malcesine-Monte Baldo raggiunge oltre 1.500 metri di dislivello, regalando viste mozzafiato sul Garda e le valli vicine. Amanti del freeride? Qui trovano percorsi sicuri, ben curati ed un ambiente naturale davvero d’effetto.
Veneto, insomma, vuol dire tante montagne diverse, con offerte per tutti i gusti e livelli. Le Olimpiadi hanno spinto a migliorare infrastrutture e sicurezza: il risultato è che anche i comprensori meno noti stanno vivendo un periodo di fermento. Chi scia ora in questa regione può godere di una qualità crescente, fatta di varietà, attenzione all’ospite e un turismo che mescola sport, natura e accoglienza – niente male, no?